Il taccuino di Maurizio Nicosia

Pensieri sulla fotografia. Aggiorna la pagina, se vuoi leggerne altri

  • Sia il taccuino di chiunque
    Bisogna che [ la fotografia ] torni al suo vero compito, quello di essere la serva delle scienze e delle arti, ma la serva umilissima, come la stampa e la stenografìa, che non hanno né creato né sostituito la letteratura.
    Arricchisca pure rapidamente l’album del viaggiatore e ridia ai suoi occhi la precisione che può far difetto alla sua memoria, adorni pure la biblioteca del naturalista, ingrandisca gli animali microscopici, conforti perfino di qualche informazione le ipotesi dell’astronomo; sia, insomma, il segretario e il taccuino di chiunque nella sua professione ha bisogno d’un’assoluta esattezza materiale, fin qui nulla di meglio.
    Salvi pure dall’oblio le rovine cadenti, i libri, le stampe e i manoscritti che il tempo divora, le cose preziose di cui va sparendo la forma, che chiedono un posto negli archivi della nostra memoria: sarà ringraziata e applaudita.
    Charles Baudelaire
  • Riproduce all'infinito
    Ciò che la fotografia riproduce all’infinito ha avuto luogo una sola volta: essa ripete meccanicamente ciò che non potrà mai più ripetersi esistenzialmente
    Roland Barthes
  • Una serie di attimi
    Solo la fotografia ha saputo dividere la vita umana in una serie di attimi, ognuno dei quali ha il valore di una intera esistenza.
    Eadweard Muybridge
  • L'ombra del sole
    M'attira il tuo sorriso come
    Potrebbe attirarmi un fiore
    Fotografia tu sei il fungo bruno
    Della foresta
    La sua bellezza
    I bianchi sono
    Un chiaro di luna
    In un pacifico giardino
    Pieno d'acque vive e d'indiavolati giardinieri
    Fotografia sei il profumo dell'ardore
    La sua bellezza
    E ci sono in te
    Fotografia
    I toni illanguiditi
    Vi si sente
    Una melopea
    Fotografia tu sei l'ombra
    Del sole
    Tutta la sua bellezza.
    Guillaume Apollinaire
  • Un museo di oggetti
    La fotografia ha capovolto gli scopi del viaggio, che consistevano un tempo nell'incontro con cose strane e non familiari: il mondo diventa una specie di museo di oggetti che abbiamo già incontrato in qualche altro medium. Il turista che arriva alla torre pendente di Pisa o al Grand Canyon dell'Arizona può ora limitarsi a verificare le proprie reazioni di fronte a cose che gli sono da tempo familiari e scattare a sua volta delle foto.
    Marshall McLuhan