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    Duchamp in Toscana


Questa è la tipica foto che si scatta per se stessi. Ritrae un dettaglio d'un vicolo di San Quirico d'Orcia, forse, nel 1988 circa.

Era un'epoca in cui il mio sguardo era sineddotico. La fotografia lo è sempre: ritaglia una parte del tutto, ma in quel periodo portavo la sineddoche a potenza, e m'ero scoperto collezionista di soglie: porte, finestre, ma anche cupole.
Luoghi di passaggio, non a caso custoditi un tempo da Giano, il signore delle porte. Luoghi che uniscono e dividono, al contempo, interno ed esterno. Dove sei, quando stai sulla soglia?
Certo c'è anche questa ragione per i versi di Rilke sulla soglia. Sei sulla soglia: sei "tra". Zwischenwelt, diceva lui: "mondo tra due" a tradurre letteralmente.

Ma all'epoca non m'occupavo di Giano e di Rilke, ero semplicemente attratto dalle soglie: un particolare architettonico che da solo parlava di storia, società, cultura. Vita.
In questo caso fui come folgorato: era una variante 'popolare', e quanto mai intrigante, della parte superiore del Grande vetro di Duchamp, il "Regno della Sposa". Un'opera di cui mi sono cominciato a occupare dagli anni dell'adolescenza.

Sopra la porta rustica, parente di quella che Duchamp prese in Spagna per il suo Étant donnés, pendevano -e già il "pendere" è elemento duchampiano- una sottoveste luccicante al sole e tre cestelli di plastica, chissà perché stesi al sole. E oscillavano appena, ogni tanto.
Insomma, una concrezione singolarissima che traduceva in lingua volgare la Sposa meccanomorfa di Duchamp e la via Lattea che si sprigiona da lei, nella quale vi sono "tre pistoni di corrente d'aria".

Tutto perfetto dunque, anzi unico? Sì, e no. No perché il vicolo è così angusto che mi è impossibile ritrarre il tutto, col grandangolo più ampio in mio possesso, senza ritagliare qualcosa a sinistra o a destra.
Ma anche ciò che è mùtilo fa parte del gioco, in certo senso, rientra nel caso che Duchamp ha prima accettato e poi coltivato. E quindi un Duchamp in val d'Orcia, mùtilo.

San Quirico d'Orcia, 1988

Il secondo scatto, con la sottoveste e la sua ombra

San Quirico d'Orcia, 1988

Sotto, schema del Grande vetro di Duchamp; la parte superiore è il Regno della Sposa.

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