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    Friedrich 206 anni dopo

Nel 2024 mi sono recato in Pomerania e poiché non mi capita tutti i giorni di trovarmi sul Baltico, m'è venuta la curiosità di arrivare sino a Rügen, un'isola le cui scogliere sono divenute celebri anche e forse soprattutto per un quadro di Friedrich, Le bianche scogliere di Rügen. È un'opera che suscita o quanto meno suscitava il sublime, ovvero sentimenti contrapposti: il fascino per la veduta, la sua spaziosità, e la paura, il terrore -persino- dinanzi al baratro irto di punte aguzze e taglienti. A sintetizzare con parole di Leonardo, paura e desiderio.
Desideravo vedere questo luogo; dopo due secoli è ancora riconoscibile, ma è cambiato parecchio. Le scogliere a nord di Binz sono gessose, una materia che non è annoverata tra le più dure. Delle punte acuminate dunque resta poco o nulla. Sui loro profili addolciti s'è avventurata della vegetazione, addirittura alberi. Il mare, quando batte le scogliere con violenza, si tinge d'altro colore.
Malgrado ciò il luogo suscita ancora sentimenti contrapposti. Basta accostarsi al ciglio dello strapiombo.

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